Si conclude il concorso letterario che ha coinvolto dirigenti e studenti delle scuole bolognesi sul tema del vocabolario della gentilezza: “Grazie”, “Prego” ma anche “Ha bisogno?”, “Mi scusi”, piccole espressioni di cortesia che sono alla base di una comunità civile. La presentazione della pubblicazione venerdì 11 dicembre alle 9 alla scuola Farini con l’assessore Pillati, la dirigente Massaro e la professoressa Fanny Cappello. “La gentilezza non richiede sacrifici particolari e nemmeno eroismi” scriveva qualche anno fa Massimo Gramellini. “Solo un po’ di educazione e, prima ancora, di umanità. È una forma mentale. Talvolta ipocrita, e però utile ad ammorbidire le asprezze della vita quotidiana”. Oggi la gentilezza sembra essere merce rara, in balia di un isolamento sempre crescente: per questo negli scorsi mesi si è sviluppato in città il progetto Parole Gentili, che arriva alla sua conclusione con l'evento che svelerà i racconti selezionati tra i tantissimi scritti dagli studenti bolognesi.

Da Renzo Arbore a Licia Colò, da Massimo Gramellini a Piero Angela: i grandi volti dello spettacolo e della cultura si uniscono a Bologna per invitare alla cortesia nei luoghi di cura. E’ stata inaugurata martedì 1 dicembre alle ore 15.00 presso la Quadreria ASP di via Marsala 7 a Bologna la mostra Testimoni di Gentilezza, che ha raccolto fino all’8 dicembre 2015 i messaggi di decine di testimonial, collocati poi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie bolognesi.
Ambulatori, ospedali, ma anche luoghi di degenza, case di riposo: sono spazi dove tutti ci sentiamo più fragili e abbiamo quindi bisogno di particolare considerazione dei nostri bisogni e attenzione. Un’attenzione legata non tanto all’assistenza medica, aiutata ora più che mail dalle grandi conquiste tecnico-scientifiche, ma per la quale spesso è sufficiente una parola gentile, un sorriso, un gesto cortese e umano. È proprio su questa accezione di umanizzazione della medicina che insiste la mostra “Testimoni di Gentilezza”, con la quale tanti personaggi del mondo della cultura, dello sport, dello spettacolo e dell’impegno sociale di Bologna e di tutta Italia vogliono ricordarci proprio l’importanza della dimensione umana, a partire dai luoghi di cura, ma in generale in tutti i rapporti con gli altri.

Al via la quinta edizione il Premio “Bologna città civile e bella”, che per il 2015 si rinnova: accanto al tradizionale impegno a premiare e riconoscere le esperienze e i progetti in corso di quanti si impegnano per la cura dei beni comuni della città, la giuria andrà a caccia di nuove idee per migliorare la città, progetti di Start Up cittadine per i territorio, disegni innovativi di valorizzazione degli spazi in un’ottica cura e fruizione e di rilancio del capitale sociale. Progetti di cura dei luoghi che li rendano più belli e disponibili a una fruizione pubblica, tutelando l’ambiente e gli spazi cittadini. In palio due premi in denaro da 1.500 e 2.000 euro, per le due categorie, che includono sia le nuove idee che i progetti di soggetti già attivi nella cura del territorio. Il Premio è promosso dal Centro Antartide con il supporto di Hera e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la media partnership de Il Resto del Carlino.

Dopo un anno di lavoro oggi molti studenti bolognesi sono diventati “amici del trasporto pubblico”. Sono stati proprio il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e la Presidente di Tper, Giuseppina Gualtieri, a consegnare il riconoscimento in una cerimonia ufficiale tenutasi oggi presso la Sala del Consiglio Comunale di Palazzo d’Accursio, alle classi che lo scorso anno scolastico hanno preso parte al progetto sperimentale “L’autobus: da comunità a community” promosso da Tper.

Visto il buon esito dell’esperienza, il progetto è stato rilanciato anche per quest’anno scolastico, allargando la proposta anche ai più giovani delle scuole secondarie di primo grado. La nuova sfida anche è quella di promuovere il dialogo intergenerazionale, quest’anno è quindi previsto che alcune classi incontreranno gli anziani di alcuni centri sociali della città per costruire un racconto condiviso del trasporto pubblico e di un suo uso rispettoso delle regole.

Venerdì 16 maggio Bologna ricorda, a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2004, Umberto Bagnaresi, un uomo che, come studioso, docente e appassionato interprete della cultura ambientale nella gestione del territorio, ha sempre agito in favore degli alberi e dei boschi, delle zone collinari e montane e delle loro comunità, lasciando un ricordo vivissimo nei tanti che lo hanno conosciuto.  Bologna, dove Bagnaresi ha vissuto buona parte della sua vita, gli dedica un giardino sulle colline appena sopra la città. Umberto Bagnaresi ha insegnato alla Facoltà di Agraria e per molti anni ha diretto il Dipartimento di Colture Arbore.


Arriva al bar di Fabrizio Mori, il Caffè dell'Accademia, il caffè sospeso. "Ci piaceva l'idea" racconta il gestore. L'idea è quella del caffè sospeso, già pagato e solo da bere: tipica abitudine napoletana (e oggetto di una campagna lanciata nei bar bolognesi dal Centro Antartide nel contesto del progetto La Città Civile), che Mori ha importato nel suo bar di legno, che era uno dei preferiti da Lucio Dalla. Funziona così: chi vuole lascia uno scontrino dentro alla caffettiera e paga un caffé per chi non può permetterselo. "Il nostro cliente principale è Pasquale, il clochard che abita qui in via Guerrazzi, ma a volte passano anche alcuni pensionati, felici di un caffè gratis"

Franco Morpurgo è scomparso il 13 marzo 2006, aveva 63 anni e ancora tante cose da dire e fare. Il 12 marzo, alle ore 18, verrà ricordato alla libreria Zanichelli da Simona Lembi (Presidente del Consiglio Comunale), Gabriele Giunchi, Marco Pollastri, Valerio Monteventi e Alessandro Turrini che ripercorreranno la sua vita con la conduzione di Giovanni Egidio. Dopo Andrea Pazienza, a cui è stata dedicata una targa nel maggio scorso, ora è la volta di Franco Morpurgo che è stato soprattutto un estroso promotore culturale. Organizzano il ricordo il Centro Antartide, le librerie.coop e la Coop Adriatica convinti che una città civile non dimentica le sue figlie e i suoi figli migliori.

Questa mattina alla Casa dei Donatori di Sangue le donatrici e i donatori di Bologna hanno avuto una visita a sorpresa. Il Sindaco di Virginio Merola è infatti passato a salutare e ringraziare le persone che compiono un atto di solidarietà indispensabile per il funzionamento del nostro sistema sanitario e - come ha lui stesso evidenziato – “Un gesto di cittadinanza attiva, un'attenzione verso gli altri tanto più potente in quanto questi ‘altri’ sono sconosciuti che hanno estremo bisogno di cure.”
Il Sindaco ha visitato il centro prelievi accompagnato dal Direttore del Servizio Trasfusionale dell’Azienda USL di Bologna Claudio Velati, la vice-presidentessa di Avis comunale Bologna Tiziana Spagnolo e Marco Pollastri del Centro Antartide, che ha coordinato l’incontro nell’ambito del progetto Bologna Città Civile. Poi si è intrattenuto con i ragazzi di una scuola superiore in visita al centro proprio questa mattina.

Bologna torna rossa? La scena da qualche tempo non è più una novità in città: un nutrito gruppo di persone che con vernici e pennelli ri-dipingono il muro di un edificio. Siamo in via Musolesi, alla Cirenaica, ma questa volta a fare gli imbianchini non sono professionisti, né cittadini volontari. Sono gli scolari della scuola primaria Giordani, guidati dalle mani esperte dell’Associazione Cirenaica, di alcuni residenti e del Centro Antartide di Bologna: la causa dei lavori sono gli ormai noti graffiti che pennellata dopo pennellata sono spariti per restituire al palazzo il bel tono rosso, tipico della città.
“Una città con muri puliti e dignitosi non scende dal cielo ma può essere frutto dell’impegno di tutta la comunità”. Raccontano le maestre che hanno accompagnato i piccoli volontari, Paola Baldanza e Luigia Scarcella: “è bene impararlo fin da piccoli, per essere già cittadini attenti, rispettosi e disposti a rimboccarsi le maniche alla bisogna”. E fa loro eco tutta la classe 5a A, protagonista dei lavori: “Anche i bambini possono fare la loro parte” raccontano: “ecco perché siamo venuti qui, vicino alla nostra scuola, a pitturare questo palazzo che vediamo tutti i giorni mentre andiamo in classe. Vogliamo vederlo ogni mattina bello e non più tutto rovinato da questi scarabocchi: i muri sono di tutti e non solo di chi decide di imbrattarli”.

Volti, palazzi, grattacieli, finestre, la famosa metropolitana. Nel bar dell’Ospedale Bellaria è sorta un anomala galleria fotografica con immagini di Cristina Berselli, Laura Benini e Laura Bertazzoni dedicata a New York “visitabile” fino al 12 dicembre. Titolo della mostra NYCe.
Si può prendere un caffè davanti a un poliziotto statunitense, perdersi con lo sguardo nei riflessi immortalati tra i grattacieli a specchio della grande mela o appassionarsi a uno dei bei ritratti, più o meno rubati dalla vita di tutti i giorni: foto che contribuiscono a rendere più vivo il luogo. “Il bello” infatti, nelle parole di Piero Ferrucci “è la medicina perfetta”: è proprio nei luoghi di cura che è importante essere accolti da ambienti piacevoli, stimolanti, caldi ed abitati dalla bellezza. E’ un primo gesto di umanità, cortesia e gentilezza che contribuisce a metterci a nostro agio. La gradevolezza o l'assenza di armonia degli ambienti incidono sul nostro stato d'animo, e non mancano gli studi che dimostrano come il recupero e la guarigione sono spesso più rapidi se ci si trova in luoghi belli e accoglienti. Una ragione in più per far diventare i nostri luoghi di cura, eccellenti già dal punto di vista tecnico, un esempio positivo anche dal punto di vista di queste piccole ma grandissime attenzioni.