Visioni di città civile

I ragazzi dell’ITIS Belluzzi e le loro insegnanti Concetta Mosca e Vanna Nucciotti sono un po’ speciali. Oltre allo studio tradizionale si impegnano da anni nel cercare linguaggi semplici ma scientificamente corretti per spiegare ai “profani” cose importanti come la sostenibilità e l’efficienza energetica.

Per mettersi alla prova a volte fanno lezione ai ragazzi delle scuole medie. È un buon modo per fare uscire la scienza dalla sua torre d’avorio e metterla a disposizione di tutti, come dovrebbe sempre essere.

Ci hanno provato anche con due brevi spot video In uno si racconta come i luoghi comuni siano devastanti dal punto di vista delle scelte concrete che ognuno di noi compie.

Il secondo prende a pretesto il tema della raccolta differenziata per parlare, in realtà, di benessere e di bellezza dei luoghi che frequentiamo ogni giorno. 

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E questo dove lo metto?

A volte la buon volontà non basta: si arriva davanti ai cassonetti della raccolta differenziata e si viene assaliti da mille interrogativi. Il cartone unto della pizza va con la carta? Il legno va sempre nell’organico? E le plastiche, sono tutte uguali? Le lampadine posso buttarle con il vetro?

A queste e ad altre domande risponde la mini guida “E questo dove lo metto?”, un vademecum per diventare dei bravi riciclatori; perché tante volte non basta differenziare, serve anche e soprattutto centrare il cassonetto giusto. Autori della guida gli studenti di due classi prime della Scuola Media Volta guidati dalle insegnanti Fiorenza Giancristofaro, Annamaria Porcelli e Paola Mancini. I ragazzi sono ben consapevoli che un rifiuto abbandonato in un contenitore sbagliato può compromettere l’impegno di tanti altri cittadini che hanno seguito scrupolosamente le regole per una buona differenziazione dei rifiuti.

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Oltre il salotto anche la città è casa tua

Spesso i comportamenti sono radicalmente differenti a seconda che ci si trovi a casa propria o in uno spazio pubblico. A volte anche chi è molto ordinato nel privato quando esce spegne la responsabilità, tanto, pensa, “ci penserà qualcun altro”.

Di fronte al degrado una soluzione è chiudersi in casa propria dove regna la pulizia, o evadere in altre dimensioni, attraverso il televisore, accendendo il quale, in qualche modo spegniamo la realtà. Gli studenti di due classi quinte dell’Istituto Superiore Artistico di Bologna la pensano diversamente. Pensano che “il mondo sia la nostra casa e che tutti debbano impegnarsi a tutelarlo. Per sé stessi e per gli altri”.

Per questo hanno allestito in Piazza Nettuno, con la regia delle professoresse Paola Sapori e Raffaella Troiero, un vero e proprio salotto, con divani, tappeto e altri mobili messi a disposizione dall’Opera Padre Marella. Il salotto era circondato all’esterno da sacchi di immondizia a segnare il contrasto tra cura dello spazio privato e l’incuria per lo spazio pubblico.

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Il mare torna sotto la ferrovia al Fossolo

C’era un tempo a Bologna Il mare sotto la ferrovia. Era giunto in un sottopasso ciclo-pedonale grazie all’arte di Sara Caliumi, una studentessa dell’Accademia di Belle Arti che aveva trasformato con la sua creatività un luogo scuro e inospitale in un paesaggio sottomarino popolato di pesci, conchiglie, anfore depositate sui fondali azzurri

L’idea di questa favola urbana era nata nel 1999. Nel tempo Il mare sotto la ferrovia è stato “inquinato” da scritte selvagge e tag che hanno ritrasformato il tunnel in un luogo sgradevole da attraversare.

Ma non sarà più così. È in corso infatti, grazie al sostegno di Conad, il lavoro di restauro di Sara Caliumi, dei ragazzi e delle ragazze della scuola media Farini che, guidati dalle professoresse Franca Moscato e Silvia Vacchi, hanno disegnato anche nuove scene con l’obiettivo di riportare il tunnel al suo splendore.

Apprezzamento per l’iniziativa è venuto da Eugenio Riccomini che ha visitato il “cantiere artistico” e dalla trasmissione RAI Buongiorno Regione che ha dedicato un servizio in diretta all’esperienza.

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Il marziano sporcaccione

I bambini e le bambine della classe III B della scuola elementare Manzolini, con la collaborazione di Marco Serra, genitore e vignettista, hanno creato in classe la mostra Il marziano sporcaccione  che in cinque scene descrive al ritmo di una filastrocca la storia di un “marziano sporcaccione che non fa uso del bidone”, un personaggio verde e spaventoso. L’extraterreste, come molti cittadini, non conosce il rispetto per l’ambiente e per la città. “Le buone maniere ha dimenticato il marziano: in autobus non cede il posto all’anziano” e “del suo cane di nome Artù non raccoglie la pupù”. Attraverso il suo cattivo esempio i ragazzi rivolgono a tutti lo stesso invito: “non fare il marziano, comportati da persona civile”.

La mostra è stata esposta ai piedi della scalinata di Sala Borsa nel corso dell’iniziativa Segni di inciviltà sulle pietre di Bologna.

 

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Segni di inciviltà sulle pietre di Bologna

I bambini e le bambine della scuola elementare Manzolini, guidati dalle maestre Melina Carpi, Patrizia Molinari e Amalia Albarelli, sono stati protagonisti di un’azione artistica realizzata in Piazza Nettuno sulla scalinata che conduce a Sala Borsa. Con forme e linee variopinte hanno evidenziato le macchie scure lasciate nel porfido dai chewingum fatti cadere a terra da persone che mai si comporterebbero allo stesso modo nel loro soggiorno o nella loro stanza. Un gesto distratto, ma rappresentativo di un atteggiamento poco responsabile nei confronti della città e degli spazi comuni.

Obiettivo: denunciare la cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti per strada e riaffermare il bisogno di lasciare ogni rifiuto nel cestino o cassonetto giusto. Chewingum o altro.

I bambini hanno tracciato 12.500 cerchi colorati per evidenziare altrettante macchie nere che deturpano la bella scalinata che porta alla più importante biblioteca della città.

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