Premio “Bologna città civile” edizione 2010

Hera, Il Resto del Carlino e Centro Antartide istituiscono la seconda edizione del Premio “Bologna città civile”.

Il Premio sarà assegnato a singoli cittadini che si siano distinti, nel corso del 2010, nel campo delle virtù civiche contribuendo a rendere più ricca di umanità la nostra comunità, a tutelare i beni comuni e l’ambiente. L’attenzione è rivolta ai “piccoli mondi” soprattutto per far emergere storie che per le loro caratteristiche potrebbero essere replicate da tutti.

Il Premio si propone come occasione per raccontare in positivo la comunità bolognese  e i suoi protagonisti, un omaggio a chi dona la propria sensibilità, generosità e tempo, la propria competenza e opera per rendere la città più vivibile, civile e bella.
 
Per ulteriori informazioni:

Hera, Il Resto del Carlino e il Centro Antartide istituiscono il Premio ‘Bologna Città civile’

Testimonial è Giorgio Comaschi

Un’iniziativa nata per valorizzare piccoli gesti di gente comune che con impegno e dedizione rendono Bologna una città più civile e amica.

Un premio per Bologna e i bolognesi, perché se è vero che la città la fanno anche i cittadini, l’idea è valorizzare coloro che si impegnano a renderla più accogliente, sicura, amica: in una parola, civile.

Questo il senso del Premio ‘Bologna città civile’, istituito da Hera, Il Resto del Carlino e Centro Antartide, che nei prossimi mesi racconterà in positivo la comunità bolognese attraverso azioni, piccoli gesti, esempi di dedizione e amore per la città. Atteggiamenti che possono sembrare scontati e passare inosservati per la loro semplicità, grazie al Premio troveranno visibilità, raccontati sulle pagine del Carlino per far emergere storie da cui trarre insegnamento e ispirazione.

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L’aria e il vento delle emozioni di una Bologna da ritrovare

Chi ha partecipato all’elaborazione del progetto (direi meglio, progetto-appello) e ha sottoscritto le clausole di fondo, per me ha pensato bene e ha scritto diretto e chiaro.

Fuori da ogni retorica laudativa o aggressiva (quale sia la parte in atto) la città di Bologna, in questo tempo arduo e difficile, è in realtà sicuramente adagiata, almeno come si presenta a chi la guarda con vero sentimento d’affetto e di necessità, perché mortifica in questi anni, in questi giorni, rendendola aspra, ogni speranza di un buon futuro.

Porto il mio piccolo esempio di cittadino, magari vecchio ma non ancora disarmato, sempre civilmente attento, come si deve, nel riscontrare puntualmente i malanni progressivi della città, occultati dalla polvere dei forsennati megaprogetti che la irrora, distraendola e disturbandola.

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Il Liceo del sorriso

Si fa presto a dire sorriso, cosa mai sarà. Il tema parrebbe un po’… banale, no? Poi però ci pensi e alla fine non risulta poi così scontato. Sorridere a scuola. A noi capita, certamente, come agli altri che fanno il nostro mestiere. Spesso è come indossare un vestito la mattina. La camicia discreta, il pantalone non sdrucito, la scarpa dignitosa. È questione di rispetto, per gli alunni, i colleghi, tutti coloro che vivono nella scuola. Insomma l’insegnante deve sorridere, ci mancherebbe, compatibilmente con l’umore di quella giornata, siamo umani, si sa. Ma l’occasione che si è creata grazie al progetto La città civile va oltre questa semplice abitudine. Costruire un intero percorso didattico che valorizzasse la bellezza, l’opportunità, l’eleganza di un gesto così semplice come il sorriso. Il tutto in una classe in cui il sorriso non l’abbiamo mai solo indossato per abitudine, ma in cui ci è sempre venuto spontaneo.

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La scuola della gentilezza

I bambini della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII, sotto la guida dell’insegnante Simona Cutilli e degli educatori del Centro Antartide, hanno affrontato dal loro punto di vista il tema del rispetto delle regole e della gentilezza.

Al termine del percorso educativo ci si è posti l’obiettivo di tradurre le osservazioni fatte insieme in qualcosa di concreto.

Parlando con i bambini è nata l’idea di creare La scuola delle gentilezza, non un qualcosa di astratto, ma proprio la loro scuola, circondata dai cuori disegnati da ogni bambino che testimoniano l’amore e il rispetto per gli altri.

Dato che La scuola della gentilezza voleva essere un luogo concreto – le Giovanni XXIII – è stata disegnata e colorata seguendo la realtà e all’interno ci sono tutti: i bimbi, gli insegnanti e i collaboratori.

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La fantasia al Pratello

Omar, Yassin, Giovanni. Nomi di fantasia, certo, per parlare di ragazzi che con la fantasia hanno forse troppo poco a che fare perché stanno pagando i loro debiti con la società nel carcere minorile di Bologna.

Coinvolgerli in un progetto di educazione civica non era una cosa semplice. Ma grazie alla collaborazione e alla disponibilità degli operatori della casa circondariale e grazie all’entusiasmo del vignettista Gigi Mausoli ci siamo riusciti.

Esprimere i sentimenti, le emozioni, le paure attraverso i personaggi che prendevano forma sotto i loro occhi, scegliere i colori giusti per comunicare con il mondo, trarre soddisfazione dai propri sforzi, non arrendersi, ricominciare.

L’augurio è che questo breve esercizio di fantasia possa essere impiegato dai “ragazzi del Pratello” anche nelle loro vite.

La cortesia va di moda

Oltre cinquanta ragazze e ragazzi dell’Istituto Aldrovandi Rubbiani  – indirizzo Abbigliamento e Moda, sotto la guida delle insegnanti Graziella Masina, Florestiana Pirillo, Giovanna Salerno, Gabriella Bartolini e Laila Morchella e degli educatori del Centro Antartide, hanno ragionato sulle regole, sui luoghi comuni troppo spesso letti sui giornali, sulla responsabilità… E come d’incanto sì è finiti a parlare di Costituzione, di senso della comunità, dell’esempio che spesso gli adulti non sanno dare, del piacere di stare insieme, persino di Gandhi!

Con storie e Paesi diversi alle spalle e molteplici strade da scegliere nel futuro le ragazze e i ragazzi si sono appassionati, accalorati, e finalmente anche ascoltati tra loro. Avevano proprio bisogno di parlare di civiltà. In questo modo si sono accorti che non è così male farsi notare per le proprie virtù e non per i propri difetti. Tutto questo è poi passato dalle loro giovani menti alle loro abili mani.

Ne sono nate tante coloratissime magliette: un omaggio creativo alla non rassegnazione, al desiderio di costruire ogni giorno un mondo più gentile.

Il Fantasmino Regolino

I bambini e le bambine della scuola elementare Bombicci, aiutati dalle insegnanti Bruna Finelli, Irene Macrì, Maria Rosa Bedendo e Anja Facchinetti hanno riflettuto sull’importanza delle regole e del rispetto reciproco. In compagnia di Momo, la bambina protagonista del romanzo di Ende, e di George W. Blatt, l’enorme scarafaggio nero creato dalla penna di Sgardoli, i ragazzi si sono interrogati su valori come l’umiltà, il coraggio, la pazienza, il dialogo, il rispetto, la partecipazione. Attingendo alle loro esperienze personali hanno rielaborato i personaggi scrivendo brevi testi, che evidenziano come il vivere secondo questi principi aiuti a stare bene, con sé stessi e con gli altri.

Le regole sono state il punto più caldo della discussione. Anche in un piccolo gruppo come può essere la classe, è necessario che ci sia accordo e rispetto per una serie di norme condivise. E così, dalla mano e dalla fantasia del vignettista Gigi Mausoli e dei bambini è nato il Fantasmino Regolino, una buffa personificazione della coscienza, che è stato utilizzato in una serie di illustrazioni affisse nella scuola.

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“Il giardino della cortesia” all’Archiginnasio

All’Archiginnasio è possibile visitare, sino al 30 giugno, “Il giardino della cortesia”. Si tratta di un’esposizione fotografica e non solo che racconta le iniziative realizzate dalle scuole per il progetto “La città civile”. Immagini, disegni, vignette, video, pensieri gentili, installazioni, brani letterari, t-shirt che presentano ai visitatori lo spirito e le tappe di un’iniziativa che ha coinvolto più di 20 scuole bolognesi in attività educative e in azioni comunicative volte a far riflettere la città sul rispetto tra le persone, sul rispetto dei beni comuni e dell’ambiente.

Un progetto questo in cui il poeta Roberto Roversi ha “percepito l’aria, il vento delle emozioni e delle occasioni non deluse di un tempo”. Un tempo non lontano in cui Bologna era capitale del senso civico. Oggi in tanti si sentono estranei e non mostrano affetto per la città. Sembrano aver dimenticato la grammatica del vivere in comunità. Esiste però anche una Bologna virtuosa, che vuole bene alla città, che fa del rispetto degli altri, dei beni comuni e dell’ambiente uno stile di vita, un tesoro da coltivare tutti i giorni. Il progetto La città civile dà voce e volto a questa Bologna. Una città che deve tornare ad essere esempio di civiltà.

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