Dario Raspanti

raspantiSvolgere il proprio lavoro in maniera corretta e scrupolosa è senza dubbio segno di grande civiltà: ancora di più lo è quando alla scrupolosità si aggiunge il buon senso e l’attenzione verso quanti incontriamo e serviamo come professionisti. Dario Raspanti è impiegato presso le casse di una delle filiali Unicredit in città: in particolare nelle filiali più piccole è ancora possibile conoscere i propri clienti quasi uno ad uno, ricordandosene nome, situazione familiare e non solo. E così quando un anziano cliente abituale si è presentato al suo sportello richiedendo di prelevare 5000 euro per sistemare alcune questioni riguardo ad un’eredità presso un notaio, il sig. Raspanti ha deciso di disobbedire temporaneamente alla norma che impone di dare al cliente sempre la ragione, fermandolo per un poco e accertandosi, telefonando alla figlia notaio, che il denaro fosse davvero necessario e che i familiari ne fossero al corrente. Il racconto fatto dall’anziano ricalcava in tutto e per tutto infatti la dinamica di quelle truffe create per pensionati di età avanzata, racconta: e pare che ci abbia visto giusto. Appurato con la figlia che non era in programma nessuna sistemazione relativa all’eredità, e fatto ritorno all’appuntamento con i fantomatici funzionari essi, fiutato forse l’intoppo, si erano dileguati.

Florestiana Pirillo

Non c’è dubbio, oggi più che mai viviamo nella società della fretta. Ognuno corre, senza un minuto per fermarsi, tra i numerosi appuntamenti della propria giornata, da casa al lavoro, da un impegno all’altro. Eppure tante volte varrebbe la pena di rallentare: per prendersi una pausa, per godere della vista delle strade che percorriamo, per prestare attenzione a ciò che incontriamo, per apprezzare i tanti spostamenti che facciamo.
O anche, sulle strisce pedonali, potremmo rallentare se vediamo attraversare insieme a noi una persona anziana o qualcuno che cammina lentamente o con fatica; per tenere il suo passo, per arrivare sull’altro marciapiede insieme.

E’ quello che fa Florestiana Pirillo, una mia collega professoressa dell’Istituto Aldrovandi Rubbiani. Un gesto particolarmente importante in una città in cui il rispetto di chi guida per i pedoni è molto scarso e dove persino il diritto alla precedenza sulle strisce è quasi del tutto abolito. Gli anziani si muovono con difficoltà nel traffico, non sono in grado di scattare per evitare pericoli o di attraversare la strada velocemente. Per questo due pedoni invece che uno sulle strisce sono meglio e sono anche più visibili.

La civiltà non sta solo nel gesto ma anche nel suo silenzio, nella sua non rivendicazione, nell’attenzione regalata senza creare neppure l’imbarazzo del “vuole che la aiuti?”. Un gesto piccolissimo ma indice di un impagabile atteggiamento generale di attenzione all’altro.

Franco Paolini

paoliniLa città è cambiata in fretta, e con lei cambiano le generazioni, le abitudini, i saperi. Cambia quello che si impara a scuola e a casa e in funzione di questo cambia anche quello che si andrà a fare “da grandi”. E così per le strade gli artigiani scompaiono lasciando posto ad altri negozi e ad altri esercizi più redditizi.

Il signor Franco Paolini è in pensione da qualche anno: ha l’hobby della lavorazione del legno e ha deciso di trasmettere questa sua passione ai più giovani. Così ha messo tutto il suo sapere e la sua passione a disposizione del progetto MASTR’APPRENDISTA, regalando più volte alla settimana il suo tempo ai bambini e ai ragazzi che partecipano a dei laboratori organizzati, distinguendosi via via per la sua simpatia, per la sua disponibilità, per la sua dedizione e le sue doti di collaborazione. 

La civiltà è a volte anche la pazienza di insegnare, il fare insieme, il costruire, l’imparare un sapere che ci racconta anche qualcosa della città: attività che il signor Franco svolge al meglio e che potrebbe essere esempio per tanti.

Gilbert Nokam Togum

La qualità della vita di una città si intravede forse anche nella cura dei momenti più ordinari a abituali. È l’esperienza di Gilbert Nokam Togum, studente all’ultimo anno della specialistica di ingegneria che impiega ogni giorno parte del suo tempo dedicandolo ad un associazione di volontariato, l’Associazione Multiculturale Stella Nostra. L’idea del servizio, per il quale viene contattato e richiesto dal Comune, è semplice: rendere l’uscita da scuola dei ragazzi un momento sicuro e tranquillo. E così presta il suo prezioso aiuto in varie scuole elementari del quartiere Saragozza, al momento dell’entrata e dell’uscita, per fare in modo che il traffico non minacci gli scolari, e che essi possano attraversare, soli o accompagnati dai genitori, in piena tranquillità. Anche dove è organizzato un servizio di scuolabus, si occupa di prendere i gruppi di ragazzi che scendono dal pullman e accompagnarli fino all’entrata della scuola.

È così che un momento potenzialmente trascurato, o a volte preso a mano da agenti della polizia municipale, può essere gestito con il solo sforzo dei volontari che, in autonomia, si prendono cura dei ragazzi e della strada.

Salvatore Nasti

La civiltà di una città non si misura solo sulle grandi cose ma anche, e soprattutto, sui fatti quotidiani che rendono più leggera o, all’opposto, più pesante la vita di ognuno. Potremmo calcolarla anche in gesti di gentilezza, in sorrisi e, perché no, anche in “buongiorno”, una parola che nel tempo si è diradata a causa di una vita frenetica che ci isola sempre più dagli altri.

Per questo candido al “Premio Bologna Città Civile” Salvatore Nasti una persona che ha l’abitudine di donare tutti i giorni questo bene prezioso. In piedi dietro al suo bancone in via San Vitale, il suo sorridente e sonoro “buongiorno” accoglie tutti quelli che entrano nel suo bar, siano essi frequentatori assidui o clienti occasionali. Il suo gesto è talmente spontaneo che un giorno una donna nel cogliere al volo con sorpresa il dono della magica parola ha risposto “Che bello cominciare la giornata con uno squillante buongiorno”.

Una piccola storia ma emblematica dei tempi che viviamo. Sarebbe bello che un giorno non lontano, il caso del barista gentile, fosse una storia ordinaria.

Fabrizio Mori

In via Guerrazzi, nel centro storico di Bologna, da circa 18 anni un senza fissa dimora, è stato preso a cuore da alcuni residenti e commercianti. Lo aiutano in tutte le sue necessità primarie: nell’alimentazione, nella pulizia, nell’abbigliamento ed anche nelle cure. Da un po’ di tempo Pasquale, questo il suo nome, ha una gamba con seri problemi. Fabrizio Mori, un commerciante molto affezionato a Pasquale, ha segnalato il caso ai servizi sociali, e da pochi giorni ha finalmente ottenuto per lui il ricovero in ospedale. Anche ora che si trova lontano da via Guerrazzi, Pasquale riceve visite quasi quotidiane del sig. Mori, che gli procura vestiti, libri e tutto il necessario per fare fronte alle sue necessità.

Il rapporto tra i due è consolidato, e, se si può dire, di aiuto reciproco. Di fatto la presenza di Pasquale in via Guerrazzi funziona da deterrente per i ladri, soprattutto di notte.

Il signor Fabrizio si è autocandidato innanzitutto per far conoscere la storia di Pasquale con la speranza che qualche struttura o autorità aiuti i commercianti e gli abitanti di via Guerrazzi nella loro costante e amorevole attività di aiuto a Pasquale.

Sonia Minute

La sicurezza di una città non è data solo dalle telecamere e dalle forze di polizia presenti per le strade, dai controlli e dallo spray al peperoncino; piuttosto dipende in primo luogo dal sostegno reciproco e dalla civiltà dei cittadini che solo nell’attenzione reciproca possono riuscire a creare quella rete di solidarietà che, sola, fa da tutela contro la criminalità ed i bullismi.

È questo ciò che è accaduto venerdì 18 settembre in pieno centro a Bologna: due ragazze aggredite da un gruppo di coetanee hanno trovato rifugio nel bar di Sonia Minute, cha ha accolto, con la collaborazione delle sue dipendenti e dei suoi clienti le due malcapitate, liberandole dall’assedio delle altre ragazze. Nelle parole della titolare “ospitarle e chiamare aiuto è sembrato il minimo che potessi fare. Chiunque abbia un po’ di senso civico non si sarebbe potuto comportare diversamente”; ma nella realtà dei fatti non è stato così e le ragazze hanno dovuto attendere non poco prima che qualche cittadino le aiutasse ad uscire da una situazione difficile, dopo essere già state cacciate da un altro esercizio. Quando l’aggressione stava per diventare un pestaggio due cittadini sono intervenuti accompagnandole dentro questo bar di Strada Maggiore.

La civiltà di un gesto che dovrebbe avere tutto dell’ordinario ed invece si trova ad essere raro e prezioso  è indicativo della necessità di maggiore solidarietà e alleanza tra quanti si trovano a vivere nella città.

Alessandro Menzani

Alessandro Menzani nasce a Bologna nell’aprile del 1972. Vive con la sua famiglia a Casalecchio di Reno per 28 anni. Successivamente si trasferisce a Castello di Serravalle dove tutt’ora risiede con la moglie Sonia e la figlia Alice di 8 anni.

Diplomato alle Aldini – Valeriani in meccanica nel 1991, riceve un premio da Renzo Imbeni, con altri due studenti, per la progettazione di una pressa schiaccia lattine, per il riciclaggio ambientale. Consegue la Laurea in Economia e Commercio nel 1998 a Bologna. Da sempre lavora nel negozio di famiglia, ferramenta-enologia-agraria Menzani di Casalecchio di Reno dove ha ricevuto il premio per le “botteghe storiche” della provincia di Bologna nel 2008.

Contemporaneamente, nel 2000, fonde l’omonimo Vivaio Menzani in Via Ronzani a Casalecchio di Reno. Ha trasformato un sabbioso pezzo di terra in un vivaio rustico ma preso d’assalto da amanti del verde di Bologna e dintorni di cui oggi ne cura i giardini.
Nel 2001 ha realizzato e mantenuto gratuitamente il verde della rotonda denominata “Biagi” all’ingresso di Casalecchio di Reno, fino al 2008.

Attualmente gestisce la rotonda Fulvio Bernardini a Bologna, zona Stadio. Nel 2005 ha realizzato gratuitamente il giardino della sede dell’Ant Italia in via Jacopo di Paolo a Bologna. Coinvolto da sempre in diverse attività di volontariato, sostiene innumerevoli iniziative di beneficenza, ne elenchiamo alcune: festa del canile di Casalecchio, festa a Casa Dolce, Diversambiente a Monteveglio, etc.

Nel 2007 incomincia uno dei progetti più importanti che deriva da una lunga tradizione famigliare: ristruttura a sue spese la Via Crucis lungo l’antico sentiero dei Bregoli. Attua inoltre iniziative volte a valorizzare il sentiero: realizza e gestisce il sito www.bregoli.it e a novembre 2008 per la festa patronale di San Martino è promotore della camminata sui Bregoli abbinata all’iniziativa “le colline fuori della porta” con Villa Ghigi e il comune di Bologna. Inoltre pubblica un opuscolo composto dallo storico di Casalecchio, Pier Luigi Chierici, sempre sulla storia dei Bregoli.

Dal 2008 è nel direttivo di Casalecchio Insieme Onlus che nel 2009 realizzano la ristrutturazione dell’antico tavolo del Lido di Casalecchio di Reno, di cui lui ne è il promotore (vedere sito www.casalecchioinsieme.it).

Danilo “Maso” Masotti

Danilo “Maso” Masotti è un cittadino come altri, che si occupa nel suo lavoro di web e comunicazione. Un cittadino che sa però che la cittadinanza, a volte, supera i confini dei luoghi fisici per colonizzare gli spazi on line e i nuovi mezzi di comunicazione. Per quattro anni ha fatto incontrare i bolognesi nella sua piazza virtuale, il blog lo spettro della bolognesità, e li ha fatti uscire di casa organizzando insieme a loro dibattiti, incontri e manifestazioni varie. Elabora idee (on line), coinvolge le persone e dà voce alla gente comune (sia on che off line).
Nel constante tentativo di trovare nuove piazze e novi luoghi di incontro per i concittadini, questo bolognese dell’era moderna non dimentica che la civiltà, a volte, si esprime anche nella leggerezza di un sorriso e nella ricchezza di un’ironia benevola: attraverso il blog e successivamente al libro UMARELLS, per i quali è noto in tutta la città, ha valorizzato la figura dei pensionati bolognesi, patrimonio di Bologna e dell’umanità. Una raccolta di foto esemplari degli atteggiamenti tipici dei più anziani cittadini, che in una bonaria presa in giro valorizza il tesoro e le tradizioni di chi ha visto una città diversa.

Il suo amore per la città e per i bolognesi ha deciso di dichiararlo nel suo prossimo libro in uscita a settembre, una vera e propria guida a questa metropoli di provincia sospesa tra passato e futuro.

Rita Manara

Una città è di certo più civile quando gli adulti si occupano di trasmettere la virtù civica anche ai più piccoli. E c’è chi, come la sig.ra Rita, di questo si interessa sia durante le ore di lavoro come insegnante della scuola materna a Rastignano, che al di fuori. E così il suo tempo libero è quasi interamente dedicato alle attività della parrocchia di Santa Maria Maddalena di via Zamboni; non si occupa di catechismo però, ma di semplice animazione delle attività dei ragazzi di tutte le età, a partire da quelli più piccoli, delle elementari, che hanno bisogno di essere intrattenuti con giochi vari, fino ad arrivare a quelli più grandi, ai quali è necessario trasmettere semplicemente come è possibile trascorrere del tempo assieme in modo costruttivo e piacevole.

E poi d’estate c’è il campo dove i ragazzi, accompagnati da qualche adulto, trascorrono una settimana fuori città tutti assieme, e ancora laboratori, gite, giochi: attraverso il donare attenzione a questi cittadini che stanno crescendo, si prova a stimolare in loro, ogni giorno, la consapevolezza di come vivere all’interno di una collettività, nel rispetto degli altri, delle regole, delle cose e dell’ambiente.