Alessandro Alioto

Bolognese d’adozione, Alessandro Alioto è un giovane collaboratore di uno studio grafico: amante dell’arte, dall’ottobre dello scorso anno si è lanciato nella scoperta del servizio per gli altri.
Il suo impegno è simile a quello di tanti altri che collaborano con lui, ma reso ancor più prezioso e stupefacente per via delle condizioni di salute che sono in molti momenti state per lui, seppure giovane, molto precarie: ha infatti subito un delicato trapianto di rene, ma immediatamente ha messo le forze che aveva a disposizione nella sua curiosa attività di Angelo alle Fermate.

In momenti variabili della giornata ma soprattutto di sera o di notte, indossate le caratteristiche “ali”, Alessandro mette le sue energie nel progetto di fare incrociare le persone: camminando per strada, alle fermate o sugli autobus, il suo scopo è quello di strappare un sorriso a chi attende per strada o è isolato nei suoi pensieri sul bus, di mettere in comunicazione le persone che tante volte costruiscono attorno a sé dei muri. “Ho avuto la fortuna di aver incontrato molte persone splendide per la strada, che anche se con situazioni pesanti alle spalle, sono state sempre capaci di regalare un sorriso, a me, e a quanti le circondavano”. Capita a volte perfino che le persone abbiano un tale bisogno di essere ascoltate che, quando Alessandro arriva alla fermata per tenere compagnia a chi sta attendendo il bus, lascino passare due, tre, quattro corse dell’autobus che serviva a loro per tornare a casa, solo per continuare a chiacchierare un altro po’.
La passione per l’arte gli rende particolarmente gradita la sua mansione di ricordare ai passanti e turisti le giornate dei musei aperti: “Bologna è piena di opere d’arte da visitare, vedere, esplorare, ed è un peccato che tanti troppo spesso si lascino scappare l’opportunità di un museo aperto oltre l’orario o di un entrata gratuita. I musei civici, per esempio, sono miniere di tesori, e ciascun bolognese dovrebbe trascorrerci almeno una giornata!”.

Il tempo libero di Alessandro lui lo dedica ad animare la città, di parole, di relazioni e di cultura. Non è volontariato, ci racconta: è il modo migliore e più divertente che ho trovato per dedicarmi a me e alla città.