Nido Gaia

A fine agosto, poco prima dell’apertura dell’anno scolastico, un gruppo di giovani writers ha realizzato un grande graffito sul muro contiguo alla porta di ingresso del nido “Gaia”, nel quartiere Saragozza. È parso subito chiaro al personale del nido che il disegno, a causa alcune scritte inappropriate al contesto, doveva, seppur ben fatto, essere rimosso.
Sono state valutate varie soluzioni alternative a quelle di tipo repressivo normalmente adottate, soprattutto considerata la giovane età dei “trasgressori”: dopo varie riflessioni è emerso che riverniciare il muro poteva non essere una buona idea. Gli stessi autori avrebbero potuto interpretare questo gesto come una sfida e tornare in qualsiasi momento per un nuovo disegno.
Si è dunque pensato a rintracciare gli autori del graffito e spiegare loro che l’opera doveva essere rimossa perché non era adatta ai bambini piccoli. Il Nido “Gaia” è stato pensato in un’ottica di integrazione con il resto della comunità e, ovviamente, con il resto dei giovani che popolano la città. La decisione è stata così di provare a unire l’esigenza creativa dei giovani writers con i gusti e le necessità dei piccoli ospiti del Nido, proponendo ai ragazzi di ricoprire il graffito e di realizzarne uno nuovo.
Dopo essere stati contattati e messi al corrente delle riflessioni fatte riguardo alla loro “bravata”, i ragazzi si sono mostrati subito entusiasti della proposta, accettando volentieri di creare un nuovo graffito a loro spese. Il progetto è proseguito con un altro incontro, nel quale i ragazzi hanno presentato dei bozzetti su carta che sono stati valutati insieme al padre di uno dei bambini del Nido, che di professione fa il grafico. Dopo la scelta dei soggetti da dipingere, i ragazzi si sono messi all’opera, realizzando, nel mese di aprile di quest’anno, il graffito coloratissimo che ora ogni mattina accoglie educatrici, bambini e genitori all’ingresso del Nido.
“È importante, per capire la scelta da noi fatta,” racconta Roberto Malaguti, responsabile del nido “sottolineare la differenza che c’è fra quelli che possono essere oggettivamente considerati atti vandalici (pensiamo alle firme o tag che si vedono spesso in vari punti della città o alle scritte su statue e muri di valore artistico e storico) e gli interventi di modifica del paesaggio urbano che nascono dall’esigenza di molti giovani di abbellire la città in maniera creativa. Siamo convinti sia nostro preciso compito, in quanto educatori e cittadini, insegnare ai ragazzi il rispetto per gli altri e per la città in cui vivono, ma è anche nostro compito capire le cause del fenomeno e cercare soluzioni efficaci e lungimiranti. Bisogna certamente insegnare ai ragazzi che i graffiti sono veri e propri atti vandalici nel momento in cui vengono compiuti senza autorizzazione su muri di proprietà di ignari cittadini, su muri di proprietà pubblica o, peggio, di importanza storica e che possono diventare una vera forma di espressione artistica solo se si inseriscono legalmente nel contesto urbano. Al tempo stesso, è necessario che i cittadini si rendano conto che la problematica riguardante i graffiti deve essere risolta attraverso il dialogo e il compromesso, non con la repressione. Nella maggioranza dei casi, gli autori dei graffiti sono adolescenti e dovrebbe essere ormai risaputo che lo spirito di ribellione che caratterizza questa particolare fase della vita spesso è proprio alimentato dagli atteggiamenti punitivi con cui gli adulti intervengono per risolverli.
L’esigenza dei ragazzi di abbellire i muri e di acquisire notorietà tra i coetanei grazie alle loro opere, non può essere repressa e secondo noi non dovrebbe esserlo. Sarebbero utili, invece, iniziative che permettano ai writers di esprimere la loro fantasia e ai cittadini di ammirare le loro opere, spesso davvero meritevoli. Già da tempo, in diverse città, le amministrazioni comunali sono riuscite a limitare gli aspetti negativi del fenomeno e a sfruttarne la potenzialità artistica, permettendo ai writers di decorare alcuni muri della città.”
Riflettendo meglio sulle cause e sulle caratteristiche degli autori di queste opere, il gruppo del nido Gaia ha valutato che la soluzione adottata abbia accontentato tutti gli attori della vicenda: da parte del nido, non dovranno più preoccuparsi di altri eventuali danni perché il muro è già decorato secondo il gusto del gruppo e quello dei piccoli ospiti del nido; gli autori del graffito sono stati molto contenti e anche un po’ sorpresi che la loro opera ci sia piaciuta e che non sarebbero stati adottati provvedimenti punitivi, si sono sentiti molto motivati nel cercare e proporre dei disegni che potessero piacere a dei bambini piccoli.