Un primula fa primavera!

i bambini della scuola Baroncini e gli anziani del Centro sociale Frassinetti dove insieme a loro c’era Simone Borsari, presidente del Quartiere San Donato e Giovanni Cuppini dell’Ancescao

i bambini della scuola Baroncini e gli anziani del Centro sociale Frassinetti dove insieme a loro c’era Simone Borsari, presidente del Quartiere San Donato e Giovanni Cuppini dell’Ancescao

In occasione del primo giorno di primavera le scuole dell’infanzia e i centri anziani si uniscono per far fiorire la città. E le sue relazioni intergenerazionali.

Tante primule da piantare nei giardini scolastici per salutare la primavera: è il regalo che fanno i centri anziani, l’Ancescao, la coop Avola e il Centro Antartide ai bambini bolognesi. Questa mattina hanno cominciato a piantarle i bambini della scuola Baroncini e gli anziani del Centro sociale Frassinetti dove insieme a loro c’era Simone Borsari, presidente del Quartiere San Donato e Giovanni Cuppini dell’Ancescao. Alla scuola Casa del bosco c’era Annamaria Russo consigliera e coordinatrice della commissione scuola del Quartiere Borgo Panigale. E ancora alla scuola Baraccano tutti i bambini hanno piantato le primule assieme alle maestre. Nei prossimi giorni la piantumazione avverrà nelle scuole dell’infanzia Anna Frank, Gobetti, Sanzio e nella scuola primaria Albertazzi con il coinvolgimento dei centri sociali Ruozi, Santa Viola, 2 agosto, Il Parco, Il Gufo e la partecipazione degli altri presidenti di quartiere Milena Naldi, Virginia Gieri, Roberto Fattori e Vincenzo Naldi.

Anziani e bambini insieme, in un’occasione che unisce generazioni diverse non solo ai fini dell’abbellimento della città ma anche affinché germogli la solidarietà e la convivenza civile.

L’iniziativa, quasi una forma “pacifica” di guerrilla gardening, estende a tutta la città l’esperienza svolta la scorsa primavera in una scuola pilota. Un modo divertente e partecipato per abbellire i luoghi pubblici dove centinaia di bambini trascorrono le loro giornate: un giardino fiorito comunica più allegria, armonia, ordine e bellezza a chi lo abita. Ma è anche un’occasione che mette in rete diverse energie della città, facendo dialogare mondi ricchissimi, quello delle scuole dell’infanzia e quello delle realtà associative degli anziani, mettendo le basi per nuove collaborazioni che arricchiscano i quartieri e il territorio della città intera. Una città bella e accogliente infatti va coltivata ogni giorno con l’aiuto di tutti, così come le relazioni tra i cittadini, anche tra quelli che, per età, non potrebbero essere più distanti