Premio Bologna Città Civile e Bella – Sesta edizione

Ritorna per il sesto anno consecutivo il Premio Bologna Città Civile e Bella, promosso dal Centro Antartide con il supporto di Hera e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la media partnership de Il Resto del Carlino e il patrocinio del Comune di Bologna: quest’anno si cercano progetti di innovazione civica di cittadini, associazioni e imprese ma soprattutto delle scuole del territorio. A novembre invito aperto a tutti gli sviluppatori per il primo Civic Hackaton bolognese, per mettere a punto tecnologie per il civismo e la cittadinanza attiva.Il premio Bologna Città Civile e Bella giunge quest’anno alla sua sesta edizione: una storia di sei anni dedicati a valorizzare le energie civiche presenti in città, il capitale sociale dei cittadini, singoli e gruppi, che come nella più antica tradizione bolognese si dedicano a valorizzare i beni comuni della città, i luoghi e le relazioni.

Per l’edizione 2016 il premio, che come sempre viene promosso dal Centro Antartide con il supporto di Hera e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la media partnership de Il Resto del Carlino, si rinnova andando alla ricerca di innovatori civici, una risorsa fondamentale per la costruzione di una città che sia davvero una smart city, un luogo dove i cittadini possano vivere bene e perseguire al meglio la propria felicità: si cercano progetti innovativi da tutta la città, con una particolare attenzione alle comunità scolastiche e alle nuove tecnologie. 

Due le sezioni alle quali i bolognesi possono partecipare: Bologna Innova cerca nuove idee e progetti di attivazione civica ancora da realizzare, che contribuiscano al miglioramento del benessere dei cittadini inteso come livello di qualità della vita delle persone a 360°, dalla qualità degli spazi alla qualità dell’ambiente, dalla coesione della comunità alla vivibilità, dalla vita quotidiana alla fruibilità di servizi e luoghi. In palio 1500 euro per la realizzazione del progetto.
A scuola di innovazione invece raccoglie progetti di innovazione civica che prevedano il protagonismo della comunità scolastica nelle sue diverse componenti e che siano finalizzati ad impattare su tutto il territorio di riferimento della scuola, per quel che riguarda la valorizzazione del territorio stesso o nel campo della coesione sociale. 1000 euro al primo classificato, e altri riconoscimenti nasceranno da una partnership con School Raising per i progetti meritevoli.
C’è tempo fino al 20 ottobre per presentare idee e progetti: a novembre, accanto alla premiazione ufficiale, sarà organizzato anche il primo Civic Hackaton bolognese, un raduno di sviluppatori che entreranno in gara per la realizzazione di progetti di nuove tecnologie o strumenti digitali legati alla migliore gestione dei beni comuni urbani, alla cura degli spazi della città ma anche aspetti legati alla qualità della vita e al fare comunità. A partire da luglio fino a ottobre i partecipanti al premio, ma anche i soggetti che hanno concorso alle precedenti edizioni e tutti i soggetti attivi nella cura dei beni comuni in città saranno coinvolti in alcuni incontri tematici nel corso dei quali saranno messi a fuoco i bisogni o le opportunità a cui le nuove tecnologie dell’hackaton potrebbero rispondere. Al team che, a partire da questi input, presenterà il progetto più soddisfacente, un riconoscimento di 2.500 euro.

 Il progetto, che si svolge con il patrocinio del Comune di Bologna, vuole sottolineare come le città intelligenti, ancor prima che costruite sulle nuove tecnologie, sono infatti comunità i cui membri sono in grado di mettere in campo idee, creatività ed energie per dare corpo allo sviluppo e lanciare dal basso processi di innovazione civica e sociale. Al centro di tutto il percorso c’è il desiderio di stimolare, valorizzare e supportare concretamente una nuova nozione di senso civico, che nasce dal forte senso di appartenenza a un luogo e a una comunità e che spinge tutti i soggetti, dai singoli cittadini alle reti, dall’università alla scuola, dall’associazionismo alle imprese, a mettersi in gioco in maniera diretta, con le proprie idee e le proprie forze, unire in un unico processo innovazione, arricchimento del territorio e sviluppo del capitale sociale.

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