Il mare torna sotto la ferrovia al Fossolo

C’era un tempo a Bologna Il mare sotto la ferrovia. Era giunto in un sottopasso ciclo-pedonale grazie all’arte di Sara Caliumi, una studentessa dell’Accademia di Belle Arti che aveva trasformato con la sua creatività un luogo scuro e inospitale in un paesaggio sottomarino popolato di pesci, conchiglie, anfore depositate sui fondali azzurri

L’idea di questa favola urbana era nata nel 1999. Nel tempo Il mare sotto la ferrovia è stato “inquinato” da scritte selvagge e tag che hanno ritrasformato il tunnel in un luogo sgradevole da attraversare.

Ma non sarà più così. È in corso infatti, grazie al sostegno di Conad, il lavoro di restauro di Sara Caliumi, dei ragazzi e delle ragazze della scuola media Farini che, guidati dalle professoresse Franca Moscato e Silvia Vacchi, hanno disegnato anche nuove scene con l’obiettivo di riportare il tunnel al suo splendore.

Apprezzamento per l’iniziativa è venuto da Eugenio Riccomini che ha visitato il “cantiere artistico” e dalla trasmissione RAI Buongiorno Regione che ha dedicato un servizio in diretta all’esperienza.

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Segni di inciviltà sulle pietre di Bologna

I bambini e le bambine della scuola elementare Manzolini, guidati dalle maestre Melina Carpi, Patrizia Molinari e Amalia Albarelli, sono stati protagonisti di un’azione artistica realizzata in Piazza Nettuno sulla scalinata che conduce a Sala Borsa. Con forme e linee variopinte hanno evidenziato le macchie scure lasciate nel porfido dai chewingum fatti cadere a terra da persone che mai si comporterebbero allo stesso modo nel loro soggiorno o nella loro stanza. Un gesto distratto, ma rappresentativo di un atteggiamento poco responsabile nei confronti della città e degli spazi comuni.

Obiettivo: denunciare la cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti per strada e riaffermare il bisogno di lasciare ogni rifiuto nel cestino o cassonetto giusto. Chewingum o altro.

I bambini hanno tracciato 12.500 cerchi colorati per evidenziare altrettante macchie nere che deturpano la bella scalinata che porta alla più importante biblioteca della città.

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Il marziano sporcaccione

I bambini e le bambine della classe III B della scuola elementare Manzolini, con la collaborazione di Marco Serra, genitore e vignettista, hanno creato in classe la mostra Il marziano sporcaccione  che in cinque scene descrive al ritmo di una filastrocca la storia di un “marziano sporcaccione che non fa uso del bidone”, un personaggio verde e spaventoso. L’extraterreste, come molti cittadini, non conosce il rispetto per l’ambiente e per la città. “Le buone maniere ha dimenticato il marziano: in autobus non cede il posto all’anziano” e “del suo cane di nome Artù non raccoglie la pupù”. Attraverso il suo cattivo esempio i ragazzi rivolgono a tutti lo stesso invito: “non fare il marziano, comportati da persona civile”.

La mostra è stata esposta ai piedi della scalinata di Sala Borsa nel corso dell’iniziativa Segni di inciviltà sulle pietre di Bologna.

 

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L’inciviltà messa al muro

L’inciviltà spesso non conosce limiti. Un’auto parcheggiata nel posto sbagliato, un motorino che ostruisce uno scivolo, una bicicletta che ingombra un marciapiede: barriere per chi si muove su una carrozzina, per i non vedenti, ma anche per gli anziani o i genitori con il passeggino.

I disabili in realtà non sono “gli altri”: chiunque può esserlo o diventarlo. Occupare un posteggio riservato, così come impedire l’accesso o l’uso di un marciapiede, non è solo un atto incivile: è la costruzione di un ostacolo sulla strada di chi, tutti i giorni, ne deve già superare tanti.

Per far riflettere su questo, i bambini della scuola elementare Don Milani, insieme alle maestre Angela Gulizia, Angela Mercaldo, Anna Fregna e Marisa Scandale, hanno realizzato una iniziativa insolita in Piazza Nettuno. Su di un parcheggio per disabili allestito per l’occasione è stato eretto Il muro dell’inciviltà, costruito da scatoloni colorati in classe dai bambini come grandi mattoni. Il muro è stato successivamente abbattuto per aprire la breccia della speranza. All’iniziativa ha preso parte anche il Prefetto Angelo Tranfaglia.

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“Cara Bologna ti scrivo… e ti sorrido” in mostra all’Archiginnasio

In tanti hanno donato sorrisi e pensieri gentili alla città partecipando al Torneo fotografico-letterario “Cara Bologna ti scrivo… e ti sorrido” la cui mostra finale viene proposta all’Archiginnasio. Tanti sorrisi per una città a cui si vuole bene. Tanti sorrisi che illuminano i volti insieme a pensieri gentili di chi crede nella convivenza civile, in una città che può tornare ad essere capitale del rispetto tra le persone, del rispetto dei beni comuni e dell’ambiente. Sorridere agli altri ed essere gentili è un modo semplicissimo per rendere la vita migliore e più leggera a noi e alle persone che ci sono accanto.

Il Torneo è stato promosso da: Coop Adriatica, “la Repubblica”, Hera, Comune di Bologna, Centro Antartide, Quartiere Savena, Quartiere Saragozza, Legacoop, Manutencoop, Azienda Usl, Infea Emilia-Romagna, Liceo Laura Bassi, Istituto Comprensivo 1 e 12, Direzione Didattica 13 con il sostegno della Fondazione Carisbo.

La mostra si è tenuta all’Archiginnasio dal 28 aprile al 27 maggio 2009.

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La primavera del rispetto

gladioloI bambini e le bambine di una classe della scuola elementare Ercolani, con la regia della maestra Eleonora Palmieri, si sono impegnati per dar vita alla Primavera del rispetto a Bologna.

Nel linguaggio dei fiori il gladiolo è il simbolo del rispetto. Come un bulbo ha bisogno di terra ed acqua per diventare un fiore, così il rispetto per diventare un’abitudine quotidiana ha bisogno di mettere radici dentro di noi

Da qui l’idea di donare, nelle scuole e in altri luoghi pubblici della città, 20.000 bulbi di gladiolo. Perché ognuno si trasformi in “giardiniere di civiltà” e porti il suo contributo alla costruzione di una società che affondi le sue radici nella cortesia e nella gentilezza reciproca come abitudine quotidiana.

I bulbi sono stati distribuiti in Piazza Maggiore e in 50 scuole elementari della città. Al mercato della Barca a distribuire i bulbi di gladiolo c’erano i ragazzi delle scuole Dozza e Cesana. Nell’Ospedale Maggiore la distribuzione è stata curata dal Circolo Il Ravone.

La confezione è stata studiata dalle artiste Antonella Tandi e Veronica Guidazzi riutilizzando i sacchettini con cui giunge il pane nelle mense scolastiche, chiusi da un’etichetta disegnata dai bambini. Una scelta simbolica per dire che i rifiuti sono una risorsa da riciclare. La città civile è anche questo.

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Cara Bologna ti scrivo… e ti sorrido

carabolognaTorneo fotografico-letterario per una città a cui voler bene

“Un giorno senza un sorriso è un giorno perso” ha detto Charlie Chaplin, uno che se ne intendeva. A questa massima del grande comico si è collegato il torneo fotografico-letterario “Cara Bologna ti scrivo… e ti sorrido” promosso con la collabroazione, tra gli altri, de “la Repubblica”, Comune di Bologna, Hera e con il sostegno della Fondazione Carisbo. “Fai un piccolo grande dono a te stesso e alla città: regala a Bologna un pensiero gentile e un sorriso” si leggeva infatti nella presentazione dell’iniziativa che invitava a dare voce e volto a chi, sotto le Due Torri, pratica il rispetto per gli altri, dei beni comuni e dell’ambiente.

Un rispetto fatto spesso di tanti piccoli gesti quotidiani che rendono la città più civile e la vita migliore per tutti: pronunciare parole gentili come buongiorno, grazie o scusa, non imbrattare i muri, differenziare i rifiuti, non lasciare in giro tracce sgradevoli dei cani, cedere il posto a sedere sugli autobus, non parcheggiare sugli spazi riservati ai portatori di handicap, non invadere le corsie preferenziali dei mezzi pubblici, non urlare al telefonino, fumare senza dare fastidio agli altri…

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Bologna, idee per la città civile

“Bologna città civile” è quanto si legge su un immaginario cartello stradale posto all’ingresso della città. Un cartello che oggi non esiste ma che è l’obiettivo ideale del progetto “La città civile” dedicato all’educazione civica, al rispetto degli altri e dell’ambiente che partendo dalle scuole ha l’obiettivo di parlare a tutta la città.

Gli istituti coinvolti hanno presentato i propri percorsi didattici lunedì 15 dicembre alle 17 nel corso di un incontro pubblico che si è tenuto proprio in una scuola, l’istituto Farini in via Populonia 11.

Hanno preso parte all’incontro, a fianco degli insegnanti: l’Assessore all’Ambiente del Comune di Bologna Anna Patullo, la presidente del Quartiere Savena Virginia Gieri, Filomena Massaro dirigente dell’Istituto Comprensivo 12, mentre il prof. Roberto Cartocci dell’Università di Bologna e il presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli hanno inviato contributi video.

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