Osman Taifour

osmanPrendersi cura della città è affare di tutti: tanto più per quel che riguarda le aree a cui siamo più affezionati. E così all’interno degli appuntamenti di Puliamo il Mondo di Legambiente un gruppo di stranieri si è dato appuntamento sul lungo Reno per raccogliere rifiuti e cartacce: un luogo questo simbolico della permanenza spesso irregolare e in “abitazioni” di fortuna di stranieri arrivati più o meno clandestinamente nel nostro paese. Tra loro c’era anche Osman Taifour, proveniente dal Sudan ma a Bologna da ormai 13 anni e, come ci raccontano, benvoluto da tutti. Pulire quello spazio è stato un modo per ribadire la propria cittadinanza, nel senso più alto del termine: prendersi cura di ciò che è di tutti. E della propria cittadinanza, in questa accezione, Osman ha fatto davvero uno stile di vita, rendendosi disponibile e presente là dove c’è bisogno di solidarietà, vivendo, nelle parole di un caro amico, “col cuore in mano”. Lavora in una cooperativa sociale, fa il sindacalista e il mediatore culturale: laureato in filosofia, organizza anche un servizio di catering etnico per chi lo richiede. La pace, l’integrazione, la salute dei cittadini, i diritti dei lavoratori, sono alcuni dei fronti su cui si impegna come cittadino che davvero si prende a cuore la sua comunità.

Vincenzina D’Eramo

d'eramoVincenzina D’Eramo ha una storia particolare, di grande umanità ancora prima che di civiltà. In seguito alla perdita della figlia di due anni per via di una rara malattia congenita, di fronte al lutto ha deciso di reagire impegnandosi per quelli che le stavano accanto. È nata così grazie a lei ed al marito un’associazione, “Il sogno di Lucrezia”, che mette in sinergia le energie di amici, conoscenti e volontari per l’assistenza ai Lattanti della Clinica pediatrica Gozzadini dell’Ospedale Sant’Orsola Malpigli di Bologna. Interventi di miglioramento delle strutture ospedaliere adibite all’accoglienza dei piccoli malati e delle loro famiglie: il segno più grande di civiltà forse questo, di una madre che di fronte al dolore, invece di arrendersi all’inevitabile chiusura in se stessi, all’isolamento dato dall’incomunicabilità della propria sofferenza, si apre ad aiuto di tutte quelle persone che, nell’ospedale della nostra città, si trovano nella stessa drammatica situazione. E così da 6 anni, attraverso vari eventi di raccolta fondi, il reparto è stato rallegrato da alcuni murales, le famiglie vengono assistite ed orientate quando si trovano ad avere un figlio malato, e si è ottenuto uno psicologo che si dedichi interamente alla Clinica Pediatrica; fino ad arrivare in questi mesi allo studio di un progetto di Pet Therapy per i bambini, che li possa seguire anche una volta usciti dall’ospedale, mitigando quel senso di abbandono che viene percepito anche da quanti guariscono.
Tanti piccoli interventi che, nelle parole di chi ci lavora, hanno davvero contribuito a cambiare il volto del reparto e a cui Vicky dedica “tutto il tempo che avrebbe dedicato alla sua bambina”.