Piccoli imbianchini crescono

Bologna torna rossa? La scena da qualche tempo non è più una novità in città: un nutrito gruppo di persone che con vernici e pennelli ri-dipingono il muro di un edificio. Siamo in via Musolesi, alla Cirenaica, ma questa volta a fare gli imbianchini non sono professionisti, né cittadini volontari. Sono gli scolari della scuola primaria Giordani, guidati dalle mani esperte dell’Associazione Cirenaica, di alcuni residenti e del Centro Antartide di Bologna: la causa dei lavori sono gli ormai noti graffiti che pennellata dopo pennellata sono spariti per restituire al palazzo il bel tono rosso, tipico della città.
“Una città con muri puliti e dignitosi non scende dal cielo ma può essere frutto dell’impegno di tutta la comunità”. Raccontano le maestre che hanno accompagnato i piccoli volontari, Paola Baldanza e Luigia Scarcella: “è bene impararlo fin da piccoli, per essere già cittadini attenti, rispettosi e disposti a rimboccarsi le maniche alla bisogna”. E fa loro eco tutta la classe 5a A, protagonista dei lavori: “Anche i bambini possono fare la loro parte” raccontano: “ecco perché siamo venuti qui, vicino alla nostra scuola, a pitturare questo palazzo che vediamo tutti i giorni mentre andiamo in classe. Vogliamo vederlo ogni mattina bello e non più tutto rovinato da questi scarabocchi: i muri sono di tutti e non solo di chi decide di imbrattarli”.

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NYCe – Il Bellaria si affaccia su New York

Volti, palazzi, grattacieli, finestre, la famosa metropolitana. Nel bar dell’Ospedale Bellaria è sorta un anomala galleria fotografica con immagini di Cristina Berselli, Laura Benini e Laura Bertazzoni dedicata a New York “visitabile” fino al 12 dicembre. Titolo della mostra NYCe.
Si può prendere un caffè davanti a un poliziotto statunitense, perdersi con lo sguardo nei riflessi immortalati tra i grattacieli a specchio della grande mela o appassionarsi a uno dei bei ritratti, più o meno rubati dalla vita di tutti i giorni: foto che contribuiscono a rendere più vivo il luogo. “Il bello” infatti, nelle parole di Piero Ferrucci “è la medicina perfetta”: è proprio nei luoghi di cura che è importante essere accolti da ambienti piacevoli, stimolanti, caldi ed abitati dalla bellezza. E’ un primo gesto di umanità, cortesia e gentilezza che contribuisce a metterci a nostro agio. La gradevolezza o l’assenza di armonia degli ambienti incidono sul nostro stato d’animo, e non mancano gli studi che dimostrano come il recupero e la guarigione sono spesso più rapidi se ci si trova in luoghi belli e accoglienti. Una ragione in più per far diventare i nostri luoghi di cura, eccellenti già dal punto di vista tecnico, un esempio positivo anche dal punto di vista di queste piccole ma grandissime attenzioni.

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Giornata della Gentilezza nei Luoghi di Cura

“Il bello” scrive Piero Ferrucci “è la medicina perfetta: non produce danni collaterali; il suo effetto dura nel tempo”. Lo stesso si potrebbe dire della gentilezza, del rispetto, dell’attenzione e della cura dei sentimenti e dei desideri degli altri. Se questo è vero nella vita di tutti giorni, tra strada, bus, scuola e luogo di lavoro, lo è anche di più nei luoghi di cura, spazi dove per definizione ci sentiamo tutti più fragili, bisognosi di attenzione e dove una parola gentile può fare la differenza. Per questo, in occasione della ricorrenza internazionale in cui si celebra l’importanza della cortesia, viene promossa a Bologna il 13 novembre 2013 la “Giornata della gentilezza nei luoghi di cura”, per ricordare che le strutture sanitarie bolognesi, già eccellenti in termini di efficienza e tecnica, possono anche primeggiare sul non secondario piano dell’umanizzazione. Molte le iniziative previste in tutti gli ospedali della città, per invitare chi, per motivi di cura o di lavoro, a far crescere la gentilezza tra tutte le persone che frequentano gli spazi di cura. Per recuperare quella grammatica umana che spesso si rischia di dimenticare: sorridere e salutare di più, usare toni affabili, presentarsi, ascoltare e dare risposta alle domande. Oppure chiedere “per favore” o ringraziare, porgere le scuse, dare una mano a chi ha bisogno. In una parola essere gentili. Una bussola preziosa per orientarsi tutti i giorni, compiere gesti e dire parole che non hanno nulla di eccezionale.

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Il Premio “Bologna città civile e bella”, edizione 2013

Succede solo a Bologna, Stella Nostra, Planimetrie Culturali. Ma anche  Consulta dell’Escursionismo, Mettiamo in Moto la Zucca, Adriano Accorti, I love Santo stefano. Sono i tanti nomi della Bologna civile e bella, nomi di cittadini e associazioni che si prendono cura in maniera continuativa dei luoghi della città senza chiedere niente in cambio. Proprio loro sono stati premiati martedì 29 ottobre  nella cerimonia conclusiva del quadriennale premio Bologna Città Civile e Bella. Per quest’anno ai primi classificati un piccolo contributo in denaro, per finanziare nuove opere e interventi: a premiarli gli assessori Gabellini e Burgin e altri ospiti accompagnati dal testimonial e presentatore d’eccezione Giorgio Comaschi.

I protagonisti di tantissime esperienze, quaranta in tutto, si sono raccolte in sala Farnese lo scorso 29 ottobre la premiazione di ‘Bologna Città Civile e Bella’, il concorso che valorizza e premia e cittadini che ogni giorno si rimboccano le maniche per fare di Bologna la città che vorrebbero. Il lavoro della giuria è stato durissimo: sono stati alla fine tre i premiati, annunciati nel corso della cerimonia, che hanno ricevuto il promesso premio in denaro per la realizzazione di nuove e opere o attività nelle aree oggetto della cura. In un’unica grande sala, l’immagine di una Bologna è ancora una miniera di energie civiche, di cittadine e cittadini che fanno del decoro urbano, della bellezza della città e della vivibilità dei luoghi un impegno personale, portato avanti con entusiasmo.

Primo premio all’associazione Succede solo a Bologna per l’operazione “Sgura Bulaggna”, la bellissima gara di pulizia dei portici tra due squadre di cittadini, un contest a chi pulisce meglio, che dal 2012 si svolge tutte le terze domeniche del mese, in luoghi sempre diversi di Bologna: guanti  di plastica, sacchi del “rusco”, scope e ramazze, olio di gomito, una squadra per ogni lato della strada. Un unico obiettivo: sgurare i marciapiedi, i pavimenti della strada, i portici fino a che non brillano.

Secondo premio a Stella Nostra, associazione di stranieri che si occupa e prende in cura aree verdi della città, contribuendo alla piena integrazione dei migranti nella società bolognese grazie al presidio di tante aree della città. Curano e puliscono luoghi a rischio di degrado, aprono e chiudono di parchi, e svolgono anche educazione ai frequentatori per ricordare a tutti i comportamenti da seguire nelle aree verdi pubbliche, con simpatici “cartelli parlanti”.

Terzo premio a Planimetrie culturali, l’associazione che ha riqualificato la “ex-SAMP Utensili”, un complesso industriale in disuso ristrutturato nel corso del 2012, a proprie spese, riportando la fabbrica alla vita urbana rinominando lo spazio: “Senza Filtro – Centro di Smistamento delle Arti Differenti” e portandolo sa area dismessa a bellissimo collettore per le arti.

La giuria ha assegnato anche alcuni premi simbolici: menzione speciale ad Adriano Accordi, il clochard che tiene puliti i giardini di San Francesco e alla Consulta dell’escursionismo di Bologna per la manutenzione e cura di due sentieri collinari.  Altre menzioni alle associazioni Ca’ Bura, I Love Stefano, Casaralta, Labeo, Gramigna Map, Mettiamo in moto la Zucca, Oasi dei Saperi ma anche alle tante scuole che hanno partecipato. E ancora tanti riconoscimenti e applausi per tutti, a sottolineare lo spirito dell’iniziativa che, lungi dal  distinguere tra più e meno bravi, vuole portare il grande “grazie” di tutta la città a questi cittadini che fanno di Bologna un luogo più bello e vivibile per tutti.

Promosso da Hera, il Resto del Carlino, Fondazione del Monte e Centro Antartide, con la collaborazione del Fai Emilia-Romagna, il premio è arrivato quest’anno alla quarta edizione: un’occasione non solo per raccontare e valorizzazione quanto di buono e importante viene fatto in città, ma uno stimolo a fare sempre e di più. Per Bologna, ancor prima che per ricevere un riconoscimento.

La premiazione è stata condotta dal testimonial dell’iniziativa Giorgio Comaschi: a sottolineare l’importanza dell’iniziativa per tutta la città erano presenti l’Assessore all’Urbanistica, Ambiente, Qualità Urbana e Città Storica del Comune di Bologna Patrizia Gabellini, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna Emuele Burgin, Forte Clò Presidente di Hera Bologna, Massimiliano Gollini della Fondazione del Monte, il direttore de Il Resto del Carlino Giovanni Morandi e il vicedirettore Massimo Gagliardi, Marina Forni presidente del FAI Emilia-Romagna e Marco Pollastri del Centro Antartide.

Galleria fotografica della premiazione

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Il Premio “Bologna città civile e bella”

Il decoro urbano, la bellezza della città e la vivibilità dei luoghi sono oggi più che mai al centro delle cronache di Bologna (e di tutta Italia), in un’alternanza di immagini di piacevolezza di tanti pittoreschi angoli cittadini e ritratti luoghi che invece rischiano di lasciare di sé un ricordo spiacevole.  In questo contesto, sono sempre di più cittadini che ogni giorno si rimboccano le maniche per fare di Bologna la città che vorrebbero, mantenendo luoghi e beni comuni in buono stato, restaurando, pulendo, animando e abbellendo in centinaia di modi diversi gli spazi della città.  Sono questi i cittadini che fanno di Bologna una “città civile e bella”, e che possono contagiare con il loro senso civico tutta la città.

Da queste considerazioni Hera, il Resto del Carlino, la Fondazione del Monte e il Centro Antartide, con la collaborazione del Fai Emilia-Romagna, promuovono da sei anni il Premio “Bologna città civile e bella”: un’occasione non solo per raccontare e valorizzazione quanto di buono e importante viene fatto in città, ma uno stimolo a fare sempre e di più. Per la città, ancor prima che per ricevere un riconoscimento. Un modo per promuovere una cultura del prendersi cura, in maniera continua, diretta, efficace e visibile, dei luoghi di Bologna.

Dopo le prime edizioni, in cui si tenevano insieme in una stessa iniziativa, le esperienze di cittadini che si distinguevano per gentilezza, cortesia, umanità e solidarietà, e quelle di chi si prendeva cura degli spazi e dei luoghi, piccoli o grandi, della città, dall’ultima edizione il premio valorizza e candida progetti importanti e strutturati  di cura del territorio e dei luoghi, di recupero di aree comuni, pulizie periodiche, attività di chi si prende cura in maniera continuativa e sistematica degli spazi, marciapiedi, muri, aree verdi, della provincia di Bologna. Questo non è un lavoro facile, come il lavoro del nostro sponsor principale – trattamento della disfunzione erettile. Non solo esperienze compiute e terminate: il premio si rivolge in particolare a tutti quei progetti che proseguono di anno in anno, in un’ottica di cura continua della città.

Dall’ultima edizione, la giuria assegna ai vincitori un premio in denaro per la realizzazione di nuove e opere o attività. A ogni candidato viene infatti chiesto di presentare in poche righe sia l’attività e le azioni svolte che le nuove attività che il singolo a gruppo realizzerebbe in caso di vittoria con il denaro acquisito.

Il premio è parte del progetto bolognese “La Città Civile”, coordinato dal Centro Antartide, che da quattro anni lavora per il rilancio del senso civico in città.

“BOLOGNA CITTÀ CIVILE E BELLA”: la premiazione martedì 29/10

Bologna è ancora una miniera di energie civiche, di cittadine e cittadini che fanno del decoro urbano, della bellezza della città e della vivibilità dei luoghi un impegno personale, portato avanti con entusiasmo. Da chi si è armato di pennelli e vernici per pulire e ridipingere degli arredi urbani a chi cura il verde; da chi pulisce i ciliegi di piazza Verdi a chi sgura la città con spazzoni  e olio di gomito. Da chi abbellisce con fiori e piante le rotonde della città a chi rinnova la propria scuola e gli spazi attorno.  Queste e tante altre storie, 40 in tutto, si sono candiate per il Premio Bologna Città Civile e Bella, che annuncerà i suoi vincitori martedì 29 ottobre alle 17.30 in Sala Farnese, a Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore 6.

L’iniziativa valorizza e premia e cittadini che ogni giorno si rimboccano le maniche per fare di Bologna la città che vorrebbero, mantenendo luoghi e beni comuni in buono stato, restaurando, pulendo, animando e abbellendo in di modi diversi gli spazi della città. Promosso da Hera, il Resto del Carlino, la Fondazione del Monte e il Centro Antartide, con la collaborazione del Fai Emilia-Romagna, il premio è arrivato quest’anno alla quarta edizione: un’occasione non solo per raccontare e valorizzazione quanto di buono e importante viene fatto in città, ma uno stimolo a fare sempre e di più. Per la città, ancor prima che per ricevere un riconoscimento. Un modo per promuovere una cultura del prendersi cura, in maniera continua, diretta, efficace e visibile, dei luoghi di Bologna.

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Dal bus alla cattedra

Conferenza stampa interventi didattici centro antartide-tper 22 ottobre 2013

Conferenza stampa interventi didattici centro antartide-tper 22 ottobre 2013

Normalmente sono silenziosi, impegnati nella guida tra traffico, fermate, salite e discese di passeggeri. In passato, addirittura, nessuno poteva rivolgere loro la parola, mentre oggi svolgono anche un importante ruolo di contatto con le persone. Sono gli autisti degli autobus che ogni giorno “muovono” letteralmente la città. Escono adesso dal posto guida per parlare agli studenti di “buone regole” sui mezzi pubblici, in un’ottica di collaborazione e interazione del tutto nuova. Questi inusuali insegnanti, insieme ai loro colleghi “controllori”, saranno, infatti, i protagonisti degli originali laboratori didattici che verranno realizzati dal Centro Antartide per Tper nelle scuole superiori di Bologna e Ferrara.

Il trasporto pubblico è un vero e proprio bene comune, quando funziona bene ne traggono vantaggio tutti, anche chi non lo usa. Ma il trasporto pubblico soffre di un’immagine non sempre positiva e troppo spesso funziona da alibi per invadere le corsie preferenziali o per comportamenti poco corretti a bordo.

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Festa delle Città Civili dell’Emilia-Romagna

C’è chi si prende cura della strada dove abita, chi ha a cuore il verde del parco accanto a casa. C’è chi si rimbocca le maniche per riqualificare il sottopassaggio dove passa il Pedibus del figlio e chi si spende per gestire il proprio orto in maniera collettiva per tutta la città. Sono tante le energie civiche che stanno emergendo in Emilia-Romagna, cittadini che si prendono cura della città e dei suoi luoghi, dei beni comuni, degli spazi, della bellezza. Senza chiedere nulla in cambio. Perché la nostra città è un dono che va conservato. Proprio le voci di questi cittadini troveranno spazio nelle piazze della regione il 12 ottobre, per la prima Festa delle Città Civili dell’Emilia-Romagna.

Curiosi allestimenti appariranno nel cuore delle città capoluogo, contraddistinti dallo slogan “Prenditi cura della tua città. È un dono”, e saranno teatro del racconto delle numerosissime esperienze realizzate. Nel fagotto di una grande cicogna, quello che in genere è occupato da un tenero neonato, lo skyline stilizzato della città. E sarà proprio lì che i cittadini depositeranno una cartolina su cui scriveranno quale impegno stanno portando avanti, o quale intendono assumersi, per la salvaguardia e cura dei beni comuni urbani.

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